Scuola Gea si propone hub di formazione dedicato ai temi della Giustizia Ecologica e Ambientale. È un progetto diretto da Giuseppe De Marzo e promosso dall’Associazione Gea.

Abbiamo dato vita alla Scuola Gea perché sentiamo la necessità e l’urgenza di cooperare anche nel nostro Paese alla promozione di una cultura che riconosca la relazione tra giustizia sociale, ambientale ed ecologica. Una cultura che ci dia concretamente l’opportunità di affrontare e sconfiggere la crisi sistemica e strutturale del paradigma di civilizzazione, consentendoci allo stesso tempo di costruire una “comunità culturale e politica della Terra e della Speranza”.

A livello internazionale, da decenni è maturata una consapevolezza teorica e politica sulla necessità di un approccio sistemico per affrontare i diversi problemi sollevati dalla nostra vita sulla Terra, apparentemente slegati ma in realtà tra loro interdipendenti e relazionati: cambiamento climatico, migrazioni, economia, disoccupazione, sfruttamento delle risorse della Terra, inquinamento degli oceani, estinzioni, aggressioni alla biodiversità, ingiustizie sociali. Nel nostro Paese, purtroppo, manca ancora una visione integrale che metta insieme Giustizia sociale, ambientale ed ecologica.

Eppure, come ha drammaticamente dimostrato la pandemia di Covid-19, diretta conseguenza del collasso climatico e della riduzione della biodiversità, oggi siamo immersi nella più grave crisi della storia dell’umanità. Mai in passato abbiamo dovuto affrontare molteplici crisi di natura diversa allo stesso tempo: sociale, culturale, economica, migratoria, finanziaria, alimentare, energetica, industriale, climatica, ambientale ed ecologica.

Le categorie utilizzate sinora non sono più sufficienti per leggere i limiti della nostra epoca, né per ripensare il modello di sviluppo che ci ha guidato fino a oggi. Le democrazie rappresentative arrancano dinanzi alla crisi ecologica e le ricette classiche delle politiche tradizionali non sembrano in grado di offrire una via d’uscita, lasciando sempre più spazio al virus della xenofobia e del razzismo, alimentato dalla crescita senza precedenti delle disuguaglianze, su cui le organizzazioni criminali e di estrema destra stanno costruendo le loro fortune.

La Scuola Gea nasce per contribuire a colmare questa grave lacuna, organizzando per la prima volta nel nostro Paese un percorso formativo capace di affrontare in modo integrato e sistematico i vari aspetti delle crisi che affliggono il pianeta e le nostre vite. Perché noi siamo la Terra.

Il lavoro di ricostruzione delle categorie, l’analisi delle nuove problematiche che ci troviamo ad affrontare, la messa a punto di un nuovo ed efficace vocabolario, l’elaborazione di una visione capace di superare la crisi di sistema sono elementi indispensabili per opporsi all’egemonia culturale costruita dalla governance liberista negli ultimi 25 anni.

Anziché stagnare nella lamentazione del discorso politico, che si limita a puntare il dito contro ciò che non funziona, la Scuola Gea sceglie di costruire quel che ancora non esiste. Una costruzione “per”, e non “contro”: per l’equità sociale, la sostenibilità ambientale e la giustizia ecologica.

La Scuola Gea è rivolta a giovani attivisti e attiviste tra i 18 e i 35 anni. È stata pensata per promuovere la cultura e la necessità dell’ecologia integrale nelle nuove generazioni. In particolar modo, si rivolge ad attivisti e attiviste impegnati/e su alcuni dei temi al centro del percorso di formazione: diritti sociali, lavoro giusto e strutturale, riconoscimento del diritto al reddito, contrasto alla criminalità organizzata, attività di mutualismo e solidarietà, contrasto a megaprogetti impattanti sui territori, difesa dei beni comuni, educative di strada, contrasto alla dispersione scolastica e promozione del diritto allo studio, difesa dei diritti dei migranti, accoglienza diffusa, riconversione ecologica, diritti della natura, ecc.

I principali obiettivi che la Scuola si prefigge sono:

  • Contribuire a costruire una nuova Cultura Politica, che metta insieme Giustizia Sociale, Ambientale ed Ecologica;
  • Contribuire alla costruzione di una epistemologia e di un lessico nuovi per attivisti e attiviste che sappiano raccogliere la sfida di una “società in movimento”;
  • Fornire le basi di una nuova visione politica sistemica capace di superare la crisi, fornire soluzioni concrete e contrastare l’aumento delle ingiustizie sociali, ambientali ed ecologiche;
  • Mettere a disposizione strumenti per costruire alleanze sociali e politiche che rafforzino l’autonomia di iniziativa sui territori su obiettivi concreti;
  • Offrire chiavi di lettura che consentano l’interpretazione di problemi complessi sul territorio attraverso la lente della relazione tra giustizia sociale, ambientale ed ecologica.

La Scuola Gea è diretta da Giuseppe De Marzo e si avvale di un comitato scientifico che raccoglie alcune tra le migliori conoscenze, saperi ed esperienze mondiali sui temi della Giustizia Ambientale e della Giustizia Ecologica.

Per garantire la qualità e il livello della formazione, abbiamo convocato intellettuali di fama internazionale che hanno saputo dare sia un contributo teorico al tema dell’ecologia integrale sia un contributo pratico alle politiche concrete da attuare sul territorio.

Il comitato scientifico è composto da:

(Nigeria 1958) È direttore del think-tank ecologico, Health of Mother Earth Foundation con sede a Benin City, Nigeria. È membro del comitato direttivo di Oilwatch International ed è stato presidente di Friends of the Earth International (2008-2012) e direttore esecutivo dell’Environmental Rights Action della Nigeria (1993-2013). È anche membro dell’Action Research Network for a Wellbeing Economy in Africa. Ha ricevuto nel 2010 il premio Right Livelihood Award e nel 2012 il premio Rafto. I suoi libri includono We Thought it Was Oil, But It was Blood – Poetry (Kraft Books, 2002), I will Not Dance to Your Beat – Poetry (Kraft Books, 2011),To Cook a Continent – ​​Destructive Extraction and the Climate Crisis in Africa (Pambazuka Press, 2012) e Oil Politics – Echoes of Ecological War (Daraja Press, 2016).

(Belo Horizonte, 1944) Carlos Alberto Libânio Christo, noto come Frei Betto, è un teologo brasiliano e uno dei massimi esponenti della teologia della liberazione. Frate dell’Ordine Domenicano e scrittore progressista che ha sostenuto i movimenti di liberazione in America Latina. Ha, tra gli altri riconoscimenti, il Premio Juca Pato per il suo libro Fidel y la Religion; la Medaglia della Solidarietà, del Governo di Cuba; il Trofeo Paulo Freire of Social Commitment (2000), il riconoscimento dei Consigli di Psicologia Brasiliani e dell’ALBA Award for Letters in riconoscimento della sua opera letteraria nel suo insieme. Tra i suoi numerosi scritti troviamo: Quell’uomo chiamato Gesù (EMI, 2001), Non c’è progresso senza felicità (Rizzoli, 2004), Mistica e spiritualità con Leonardo Boff (Cittadella, 1995) e La preghiera nell’azione. Contributo per una spiritualità della liberazione (EDB, 1980).

(Cotacachi, Ecuador, 1955) È una leader indigena riconosciuta, fondatrice della Confederazione dei Popoli di Nazionalità Kichua dell’Ecuador (Ecuarunari), di cui presiede il Consiglio Politico, e della Confederazione delle Nazionalità Indigene dell’Ecuador (Conaie). Nel corso della sua attività sociale, ha promosso la diversità culturale intesa come incontro di modi di vita diversi, inclusivi e a condizioni uguali per tutti. Porta avanti le rivendicazioni e le aspirazioni delle donne indigene e lavora per il loro riconoscimento. Nel 2006 è stata candidata al Premio Principe delle Asturie in Spagna, considerandola una leader storica che ha contribuito al rafforzamento della democrazia, alla difesa e all’esercizio dei diritti umani e collettivi. È stata pubblicata la sua autobiografia intitolata Blanca Chancosa – I fili con cui ho tessuto la mia storia (Habya Yala, 2021).

(Coimbra 1940) Sociologo portoghese tra i fondatori del Forum Sociale Mondiale, è direttore scientifico del Centro di Studi Sociali di Coimbra. Professore Emerito della Facoltà di Economia dellʼUniversità di Coimbra, è anche Distinguished Legal Scholar della Facoltà di Diritto presso lʼUniversità del Wisconsin-Madison e Global Legal Scholar dellʼUniversità di Warwick. Ha pubblicato vari libri sui processi di globalizzazione, diritto e giustizia, democrazia e diritti umani, che sono stati tradotti in spagnolo, inglese, francese, tedesco, cinese e rumeno. I suoi libri più famosi tradotti in italiano sono La fine dell’impero cognitivo (Castelvecchi, 2021), La crudele pedagogia del virus (Castelvecchi, 2020) e Sinistre di tutto il mondo, unitevi! (Castelvecchi, 2018).

(Mumbai 1954) Scienziata e attivista sociale indiana che ha fondato la Narmada Bachao Andolan, una campagna per chiedere giustizia per i diritti delle persone sfollate a causa delle dighe sul fiume Narmada. L’obiettivo principale dell’NBA era fornire informazioni sul progetto e rappresentanza legale ai residenti interessati della valle del Narmada. Nel 1996 ha fondato la Alleanza Nazionale dei Movimenti Popolari (NAPM), un agglomerato di organismi sociali progressisti contrari alle politiche di globalizzazione. Rappresentante del World Commission on Dams, il primo organismo consultivo globale indipendente sulle questioni relative all’acqua, all’energia e alle alternative relative alle dighe. Il suo lavoro è riconosciuto in tutto il mondo e nel 1992 ha ricevuto il premio Goldman Environmental Prize. Il suo impegno è stato raccontato nel libro La signora di Narmada di Marina Forti (Feltrinelli, 2004)

(Monaco di Baviera, 1946) Ambientalista e teorico del superamento della logica dello sviluppo, è uno scienziato sociale che ha lavorato per molti anni all’Istituto Wuppertal per il clima, l’ambiente e l’energia. Per 9 anni è stato Presidente di Greenpeace Germania e ha insegnato allo Schumacher College e all’università di Kassel. Ha pubblicato numerosi saggi sul tema dell’ambiente e della giustizia sociale, sui limiti della globalizzazione e sull’economia contemporanea. In Italia sono già stati pubblicati, tra gli altri: Ambiente e giustizia sociale. I limiti della globalizzazione (2001), Per un futuro equo. Conflitti sulle risorse e giustizia globale (2007) e Futuro sostenibile: le risposte eco-sociali alla crisi in Europa (2011).

(Dehradun, India 1952)
Fisica quantistica ed economista militante ambientalista, conosciuta grazie al successo di Monocolture della mente (Bollati Boringhieri, 1995), un best-seller in tutto il mondo. Si è battuta per cambiare pratiche e paradigmi nell’agricoltura e nell’alimentazione; dei diritti sulla proprietà intellettuale, della biodiversità, della bioetica, delle implicazioni sociali, economiche e geopolitiche connesse all’uso di biotecnologie, ingegneria genetica e altro. Nel 1991 fonda Navdanya (in hindi “nove semi”), un movimento incentrato sulla Terra, sulle donne e guidato dagli agricoltori per la protezione della diversità biologica e culturale. Shiva è consulente per le politiche agricole di numerosi governi, in Asia e in Europa (anche della regione Toscana). È tra i principali leader dell’International Forum on Globalization. Nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award.

I docenti amici di Gea

(Roma, 1978) Filosofo e saggista, è officiale per i temi politici del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. È docente di Filosofia politica, ricercatore di Storia moderna e contemporanea e da giornalista tiene un videoblog su «Huffington Post». Ha fondato «Sintesi Dialettica» nel 2007, con Lorenzo Diurni e altri sessanta ricercatori. Tra i suoi libri: Non è un paese per laici (Bollati Boringhieri 2020); Per un nuovo umanesimo, coautore con L. Ciotti (Solferino – Corriere della Sera 2019); Pane sporco (prefazione di G. Pignatone, Rizzoli 2018); Corrosione, dialogo con Peter Turkson (prefaz. di Papa Francesco, Rizzoli 2017); Il papa gesuita (Mondadori 2014); Il concetto di pace (LEV 2013); Nuovo umanesimo, nuova laicità (LUP 2012); La DC e il terrorismo (Rubbettino-Istituto L. Sturzo 2008).

(1966) Storico dell’ambiente, attualmente Dirigente di ricerca del CNR-ISMed e direttore della Environmental Humanities Laboratory del Royal Institute of Technology di Stoccolma. Prima di trasferirsi in Svezia ha svolto attività di ricerca presso la Yale University, la University of California a Berkeley, la Stanford University, la Universitá Autonoma di Barcellona, il Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra. Si è occupato di risorse forestali dell’Ottocento e Novecento, di commons e privatizzazioni, di comunità di pesca e saperi tradizionali, di movimenti sociali, giustizia ambientale e rifiuti, di migrazioni e cambiamenti ecologici, mostrando una irresistibile attrazione per chi si ribella o resiste, per chi paga il prezzo del progresso altrui, per quelle storie che nessuno vuole raccontare. In italiano ha pubblicato una quarantina di saggi e diversi volumi. Tra le sue pubblicazioni: Storia dell’ambiente. Una introduzione (2004, con Stefania Barca) e Le montagne della patria. Natura e nazione nella storia d’Italia: secoli XIX e XX (2013).

(Torino 1954) Statistico ed economista, è oggi coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, insieme ad Andrea Morniroli. È stato dirigente di ricerca in Banca d’Italia, responsabile delle previsioni macroeconomiche, di indagini sulle imprese e di progetti di studio sugli assetti proprietari delle imprese e Capo Dipartimento della politica pubblica per lo sviluppo nel Ministero Economia e Finanze. Come presidente del Comitato OCSE per le politiche territoriali e advisor della Commissione Europea, ha coordinato amministratori pubblici e studiosi nel disegno di un metodo nuovo di intervento per i territori in ritardo di sviluppo: il “place-based approach”. Questa esperienza lo ha condotto a diventare Ministro per la Coesione territoriale nel Governo Monti di emergenza nazionale 2011-2013. Ha avanzato una proposta di riforma dell’organizzazione dei partiti: “Luoghi ideali”. Ha insegnato in Università italiane e francesi ed è autore di molti saggi e volumi fra cui: Il Capitalismo italiano. Storia di un compromesso senza riforme, Donzelli, 1999; The Case for Regional Development Intervention. Place-Based versus Place-Neutral Approaches, Journal of Regional Science, 2012 (con P. McCann e A. Rodriguez-Pose); La Traversata. Una nuova idea di partito e di governo, Feltrinelli, 2013; Cambiare rotta. Più giustizia sociale per il rilancio dell’Italia, Laterza, 2019.

(Bari 1973) Direttore della Scuola Gea e fondatore dell’omonima associazione, De Marzo è un attivista, economista, giornalista e scrittore che lavora da anni nelle reti sociali, nei movimenti italiani e in America Latina a fianco delle popolazioni e organizzazioni indigene, sindacali e rurali. Nel 2003 ha fondato A Sud – ecologia e cooperazione Onlus e nel 2007 il primo Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali. Nel 2011 è stato tra i coordinatori della campagna referendaria per l’acqua pubblica e contro il nucleare. In Italia lavora nelle associazioni Libera e Gruppo Abele e dal 2017 è coordinatore nazionale della Rete dei Numeri Pari. È coordinatore scientifico del progetto di ricerca La pienezza del vuoto, studio e analisi delle pratiche di mutualismo solidale della Rete dei Numeri Pari, sviluppato dalla Rete dei Numeri Pari, dal Forum Disuguaglianze Diversità e dal Gran Sasso Science Institute. Ha pubblicato Radical Choc (Castelvecchi 2020), Per amore della Terra (Castelvecchi, 2019), Così va il mondo, con Gianni Minà (Edizioni Abele 2017), Anatomia di una rivoluzione (Castelvecchi, 2012), Buen Vivir. Per una nuova democrazia della Terra (EDS, 2009), Il sangue della Terra – primo Atlante geografico del petrolio nell’Amazzonia ecuadoriana (Derive e approdi 2006), Da Seattle a Porto Alegre (Scheiwiller, 2002). È stato tra i coordinatori dei diversi Forum Sociali Mondiali e degli incontri dei movimenti popolari internazionali.

(Paruzzaro 1946) Laureata in lingue e letterature straniere, politica, giornalista e ambientalista. Nel 1973 fu tra le fondatrici di “Effe”, la prima rivista femminista in Italia, che ha anche diretto per due anni, dal 1976 al 1978. Redattrice dell’agenzia giornalistica ANSA dal 1977, anche come corrispondente da Bruxelles, ha collaborato con il Globo, Panorama, La Repubblica, Natura Oggi, Oasis e La Nuova Ecologia. E’ stata poi corrispondente da Roma della rivista irone. Nel 1990 ha condotto il programma televisivo Geo sulla terza rete Rai. Eletta al Consiglio nazionale del WWF nel 1986 e candidata per i Verdi a Napoli l’anno successivo, dirige dal 1989 il mensile del WWF, Panda”. Nello stesso anno è nuovamente candidata con i Verdi per le elezioni europee. Presidente del WWF Italia dal 1992 al 1998, nel 1994 entra a far parte anche del Consiglio del WWF internazionale. Dal Maggio 2003 al Maggio 2006, Grazia Francescato è stata eletta Portavoce femminile dei Verdi Europei. Dal Luglio 2003 a Febbraio 2006 è stata Consigliera Comunale di Villa San Giovanni (Calabria). Nell’Aprile 2006 è stata eletta Deputata del Parlamento Italiano. Grazia Francescato ha pubblicato diversi libri, tra cui “Pianeta avvelenato” (La Nuova Italia, 1977).

(Napoli 1936) Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Giudice costituzionale dal luglio 2002, dopo una lunga carriera nella quale ha coniugato l’attività di studio e ricerca nei settori del diritto romano, amministrativo, costituzionale e dell’ambiente con le funzioni di magistrato contabile, culminate con la nomina alle funzioni di Presidente della Corte dei Conti. Presso la Corte dei Conti, dopo un lungo periodo trascorso presso la Procura Generale, nell’ultimo periodo, dal 1995, è stato Procuratore Regionale del Lazio. Ha fatto parte del gruppo Ecologia e Territorio istituito presso la Corte Suprema di Cassazione, è stato Capo di gabinetto presso il Ministero della Pubblica Istruzione e Capo ufficio legislativo presso il Ministero dell’Ambiente. Tra i suoi principali studi, si segnalano Il territorio, bene comune degli italiani. Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico (Donzelli, 2014), Responsabilità amministrativa, danno pubblico e tutela dell’ambiente (Maggioli, 1985) e Danno pubblico ambientale (Maggioli, 1990).

(Roma 1974) Ecologista, vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio, deputata della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Arrivata in Legambiente nel 1996 come volontaria, ne è stata Direttrice generale e poi Presidente nazionale dal 2015 al 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ha contribuito a numerose pubblicazioni associative. È parte dell’ufficio di presidenza di Green Italia, del Forum Diseguaglianze e Diversità ed è tra i garanti della missione umanitaria collettiva Mediterranea e tra le promotrici dell’associazione Le Contemporanee.

(Bologna 1958)
Saggista e scrittrice, da anni si occupa di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi. Fra i suoi libri: Come una rana d’inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz (Bompiani 2004); Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo (Bompiani 2005); Razzismo e noismo. Le declinazioni del noi e l’esclusione dell’altro (Einaudi 2013). Ha realizzato documentari e reportage, tra cui Via Lecco 9 (RaiNews24), Le Madri di Plaza de Mayo (Rai3 – DocTre), La Shoah delle donne (Rai3 – DocTre) e Dalle leggi razziali alla Shoah (Rai3 – La grande storia). Ha condotto trasmissioni di approfondimento giornalistico e culturale per Radio1 Rai – tra cui numerosi cicli di Stanotte la tua voce e ha collaborato alla realizzazione di trasmissioni di Rai Educational. È direttrice dell’associazione Laudato si’ e tra i membri fondatori dell’Associazione Diritti e Frontiere (Adif).

Tutte le persone che contribuiscono alla realizzazione della Scuola Gea (docenti, componenti del comitato direttivo, il direttore della scuola e i membri dello staff) svolgono il proprio lavoro in modo completamente volontario e gratuito, con l’unico obiettivo di favorire la promozione di un’etica della Terra e dei principi dell’Ecologia Integrale tra le giovani generazioni.